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GUARENE
Un castello nella Storia
di Roberto Antonetto

Mezzo secolo di storia piemontese è attraversato senza strepito ma non senza significato da un uomo singolare, conosciuto da pochi ma meritevole di maggior fama. Di Carlo Giacinto Roero di Guarene si sa che costruì, en amateur d’architettura, l’elegante palazzo di famiglia di Torino e il castello sulla collina di Guarene. Ma il personaggio fu anche uomo di molte valenze e testimone di molti eventi.
La ricorrenza del trecentesimo anniversario della battaglia di Torino del 1706 rende d’attualità la sua partecipazione a quel memorabile scontro sul quale egli scrisse, come sulla campagna che lo precedette, alcune lettere che sono tra le testimonianze più acute e vibranti che si possano leggere circa quegli eventi.
Militare per dovere di tradizione nobiliare e per lealtà di suddito, non per vocazione, il Roero interrompe presto la carriera delle armi, e si dedica ad una professione che la nascita e le doti personali gli permettono, quella dell’aristocratico ricco e colto: quindi il patrimonio avito, la famiglia, l’esercizio dell’architettura e un autorevole rapporto di patronato ad architetti, pittori, artigiani, musicisti e cantanti.
Carlo Giacinto Roero segna il suo nome anche su un versante nel quale convivono creatività e imprenditorialità: la celebre fabbrica della maiolica di Torino è ispirata, edificata e diretta da lui.
Su quanti appartennero all’élite sociale e intellettuale della prima metà del Settecento, Carlo Giacinto ha avuto in sorte un privilegio. Nel suo castello ogni carta scritta è stata conservata con cura perfin maniacale ed è andata a formare un archivio sterminato, in cui è incluso il suo intero epistolario, attraverso il quale si riesce a ricomporre l’affresco di un’epoca, la saga di una famiglia, la biografia di un uomo che visse il suo tempo in maniera non passiva.

Pagg.: 312 Formato 23,5 x 30 - Cartonato - Foto a colori
Prezzo:  € 50,00
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